Mostra permanente

 

Aperta tutti i giorni (eccetto il lunedì)

ORARIO:
9,45–13,00
15,45 – 19,00

INGRESSO:
offerta libera

 

 

LA MOSTRA PERMANENTE
di CORNAMUSE ITALIANE e STRANIERE

unica, del suo genere, in Europa


 

Alla fine del 1991, il Circolo della Zampogna istituiva, presso la propria sede a Scapoli, una Mostra Permanente di Cornamuse Italiane e Straniere, con l'obiettivo principale di creare, nel piccolo centro molisano ai piedi delle Mainarde, un polo di documentazione, tutela e valorizzazione dell'antico strumento ad otre.
L'iniziativa mirava inoltre a risvegliare l'interesse della comunità locale, e soprattutto delle nuove generazioni, nei confronti di un retaggio culturale che si era andato sempre più confinando tra gli addetti ai lavori e rivolto ormai ad alimentare quasi esclusivamente una pratica natalizia troppo spesso banalizzata.

Ma vi era anche di più. Da un lato, l'intento di realizzare un punto di attrazione turistica in grado di richiamare nell'area un numero maggiore di visitatori, in sintonia con la nuova realtà venutasi a determinare con l'inserimento del comprensorio delle Mainarde nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Dall'altro la volontà, da parte del Circolo, di cominciare a dare concretezza a quell'idea che di lì a poco avrebbe costituito la base di partenza del progetto "Vivere con la Zampogna", presentato dal Circolo stesso nell'ambito del Programma d'iniziativa Comunitaria LEADER II: vale a dire, andare oltre la mera salvaguardia per fare di un elemento significativo della cultura locale un fatto di sviluppo possibile per un'intera area, rurale e montana, quale quella in cui si colloca Scapoli.

Ciò in un'ottica di grande apertura e di scambio con il mondo esterno, come testimonia il fatto di non essersi limitati ad esporre solo zampogne e ciaramelle di fabbricazione locale, ma di aver inserito questi strumenti in una panoramica più ampia, benché non esaustiva, delle diverse cornamuse presenti sia nel resto d'Italia che in Europa e oltre.
Per ovvie ragioni di spazio e di contesto, non è questa la sede per analizzare compiutamente se e quali degli effetti desiderati si siano prodotti sul territorio nell’arco di questi dieci anni. Alcuni dati, però, sono incontrovertibili e risiedono essenzialmente:
- nella ritrovata e per certi versi nuova consapevolezza che, a livello locale, si percepisce nei confronti della zampogna, grazie anche al coinvolgimento della scuola e dei giovani e, più in generale, nella rimessa in contatto dei depositari della tradizione (costruttori e suonatori) con il resto della comunità;
- nelle migliaia di persone che annualmente visitano l’esposizione attivando un turismo di qualità, culturale ed eco-sostenibile, a beneficio di tutta l’area.
Dal punto di vista dei contenuti, la Mostra, inaugurata il 14 dicembre 1991, disponeva inizialmente di venti strumenti, tutti appartenenti alla collezione di Mauro Gioielli, che li aveva raccolti in anni di ricerche e di studi sugli aerofoni a sacco in Italia e all’estero, e che gentilmente li mise a disposizione.
Negli anni successivi, il numero degli strumenti è andato via via aumentando fino a raggiungere la consistenza attuale di circa 120 pezzi, di cui alcuni messi a disposizione dal Parco Nazionale e i restanti, oggi, tutti di proprietà dell’Associazione, provenienti in parte da donazioni di soci e simpatizzanti, in parte ancora dalla rilevazione dell’intera collezione Gioielli resa possibile dai fondi comunitari del progetto LEADER II. Nell’ambito di tale progetto, nel mese di luglio 2000 l’esposizione ha trovato collocazione presso al sede del Centro Italiano della Zampogna, realizzato anch’esso nell’ambito del Piano d’Azione Locale “Vivere con la Zampogna”, di cui è parte integrante.
Il percorso espositivo è articolato in due sezioni: la prima, dedicata alle zampogne molisane e agli altri strumenti a sacco italiani; la seconda, alle cornamuse europee ed extra-europee. Dei circa 120 strumenti della collezione, non tutti sono cornamuse. Una parte del patrimonio è, infatti, costituita da altri strumenti; alcuni dei quali variamente connessi ai repertori connotanti l’uso musicale degli aerofoni a sacco nel tempo e nei rispettivi luoghi di origine, altri costituenti il primo nucleo di una futura sezione dedicata agli strumenti etnici e tradizionali in senso più ampio (oboi e flauti popolari di diversa provenienza, a cui si aggiungono idiofoni, membranofoni e cordofoni).
Per ragioni di spazio e di editino, non tutti gli strumenti disponibili presso la Mostra sono visivamente documentati nel presente catalogo. Di quelli esclusi è riportato l’elenco a pag. 66.
Con questa pubblicazione riteniamo tuttavia di avere fornito al visitatore, e a chiunque altro vi abbia interesse, una utile guida che lo introduca e lo aiuti ad orientarsi nel complesso mondo di uno strumento musicale che, sia pure in forme diverse, è presente in tutti i Paesi europei e in diverse aree extra-europee.
Per finire, alcuni ringraziamenti doverosi e sinceri.
A Mauro Gioielli, per averci consentito, con la sua collezione, di dar vita alla Mostra e per la preziosa collaborazione prestata nel suo allestimento.
A Hubert Boone, a Lionel Bottari, a Salvatore Bufanio, a Sabina Mascia e Sergio Riccio, a Francesco Mento, a Pietro Lo nardo, a Ray Sloan e alla Pro Loco di Panni che con le loro donazioni hanno arricchito l’esposizione con pezzi che altrimenti sarebbe stato difficile acquisire.
Ai maestri artigiani di Scapoli Luciano Di Fiore, Umberto Di Fiore, Franco Izzi, Gerardo Guatieri e Luigi Ricci, non solo per avere donato degli strumenti, ma anche per avere saputo conservare un’arte e un sapere antichi, per consegnarli alle future generazioni così come i loro padri e predecessori li avevano, a loro volta, preservati e tramandati.
Ai colleghi succedutisi in questi anni nel Consiglio Direttivo dell’Associazione, Pasquale Caccia, Davide Iannetta, Guido Iannetta, Antonio Izzi, Nicola Paone, Assuntina Ricci, Emilio Ricci, Angelo Rufo, che con me hanno condiviso, con passione, un impegno ricco di soddisfazioni anche se non privo di fatica.
A tutti i soci che, con la loro adesione o collaborando in vari modi, hanno consentito al Circolo di esistere e di operare.
Un ringraziamento speciale lo dedico,infine alle “ragazze” della Mostra, Gianna Caccia, Antonella Porcelli e Lucia Ricci, che in tutti questi anni, hanno tenuta aperta l’esposizione svolgendo in modo encomiabile il loro lavoro di accoglienza e guida per i visitatori.

 

 

Visite Guidate - Catalogo strumenti esposti

Libri, Pubblicazioni, Brochures CD, MC, Videocassette.

 

a richiesta:

- Incontri con suonatori e costruttori

- Proiezioni video

- Ricerche e tesi di laurea

- Seminari e stages